28.12.11

IDENTITÀ, 27: Concrezioni


Si era venuto a sapere che c'erano le incrostazioni dell'anima e bisognava spianarle, prima ancora di toglierle, con lo scalpello, ma era un utensile fatto a modo suo e chi diceva mentale, chi usava una piuma per non far male, chi del metallo vero e proprio e si accaniva, col risultato, si sperava, che alla fine di non si sapeva quanto tempo, ma tutti lo ritenevano lungo, l'anima si sarebbe riparata, lucida come nuova. Così, intanto, passavano i giorni, i mesi, gli anni, aspettando.

22.12.11

MITETTI, 5: Il nonno


O quella? Cosa ci fa il nonno con la camicia forata sullo stomaco e la pelle spostata, sicché gli si vede tutta una parte a cerchio, ma dentro invece delle solite cose degli umani normali ha dei vermi nemmeno piccoli, bianchi e grigiastri, che si agitano e si mangiano gli uni con gli altri.

Racconta, con viso sconvolto, le pupille dilatate e una barbetta che gli cresce rada, le esperienze negative nella prima guerra mondiale.

Il nipote che lo guarda non prova ribrezzo, ma osseva la scena del verminaio con occhio attento, come se fosse sua.

C'è poi uno sfumare e la sparizione dell'immagine, col che di enigma che lascia.

Era un'improvvisazione basata sugli ignavi di Dante?

Una riapparizione dello scudo caravaggesco di Medusa?

Un archetipo... e quale?

20.12.11

FRAMMENTI, 66: Prima del volo


Frequentava le sale d'attesa degli aeroporti; quei momenti in cui tutto viene rimodellato e rivisitato come un testamento: anzi no, semplicemente un bilancio.

18.12.11

FRAMMENTI, 65: I giorni giusti


Poi venivano i giorni giusti, quelli in cui le cose funzionavano. (Le cose? O l'interiorità; le sensazioni, forse; le massime da "Linus", in un certo senso).

16.12.11

FRAMMENTI, 64: Insicurezza


Quando non sapevi se quel che avevi fatto era giusto o sbagliato. (Oppure, con invariante, quando non sai).

14.12.11

FRAMMENTI, 63: Distanza


Per esempio era solito andare al primo piano di un centro commerciale che dava sul parco, dove portava, salendo con la scala mobile, il succo di carote e arance acquistato a un banco del piano terra e lo consumava guardando la gente di là dal vetro, abbastanza lontana da isolarlo, ascoltava intanto in cuffia delle canzoni pop coreane in minore, malinconiche, enigmatiche...

12.12.11

NIGGIÙ, 3


Un caso tipico di oscurismo è la bacheca del Comune, su cui appaiono ogni volta che è necessario cartelli relativi a situazioni amministrative che nessuno capisce alla prima, bisogna interpretarli e tradurli in un registro comprensibile.

L'ultimo cartello, per esempio, diceva: "Gli utenti del servizio di erogazione dell'acqua potabile, essendosi aggravata la propensione antipietistica dell'ente preposto alla medesima, e secondo i commi 324b e 54f del Regolamento di proporzionamento delle aliquote esigibili, verranno conglomerati in classi di utenza verso l'alto, abrogandosi pertanto la quota di partecipazione non sottoposta a bollettatura, e suddividendosi in due categorie paganti, la più alta, per le aliquote di reddito maggiormente imponibili, del 20% superiore alla più bassa".

Come in questo caso, una volta traslati i cartelli e compresa la loro natura, inizia il mugugno, seguito a volte da azioni di protesta che per lo più non conducono a nessun cambiamento, perché quanto a giustizia Niggiù somiglia al resto del mondo contemporaneo, in cui i sacrifici li fanno i poveri, mentre i ricchi fanno le regole e fingono di ridursi gli stipendi (si noti che il 20% di bollette in più per la categoria superiore viene versato dal ceto che, secondo statistiche del medesimo Comune, guadagna dal 200% in su rispetto al ceto inferiore).

[3. Continua]

10.12.11

NIGGIÙ, 2


Le malatie più diffuse a Niggiù sono l'oscurismo (nelle sue due manifestazioni, linguistica e atmosferica) e il raffreddore. Il secondo si cura con le aspirine. Il primo è connaturato, incurabile.

[2. Continua]

8.12.11

NIGGIÙ, 1


Il paese di Niggiù è in fondo a un burrone, presso un lago. Il sole non batte mai sulle costruzioni del centro. Qualche residente più fortunato ha alcuni raggi se abita oltre l'estremità della scarpata, in alto, dove gli alloggi costano di più, tanto che per metà sono disabitati in quanto solo due o tre possono permetterseli.

[1. Continua]

6.12.11

VITA, 97: Dopo la caduta


Visto un mondo finire (preliquido), è ridondante domandarsi da dove la crisi.

4.12.11

CENNI 55: Redit


Ritornava, grossolana impazienza,
un'arida fiducia nei fatti, intermittente,
per un momento risentito
di superficie delle cose
che srotolasse pelle illucida,
scartata da tempo e forse ritrovata
- in parte, oh solo in parte.

2.12.11

FRAMMENTI, 62: Nuovo nulla


Il niente di mattina si presentava con un senso di novità, dato che si estendeva dalla puntinatura invisibile della pagina bianca, elettronica, alla volta celeste distante, priva di senso.

30.11.11

MODERNITÀ, 50


Contemplava le misure anticrisi di vari paesi europei, compreso il suo (suo? fino a che punto?). Tenore di vita ridotto a zero nell'inverno freddo e privo di idee progressiste. Quanto era soggetta a cambiamenti la condizione che aveva ritenuto perpetua. Impoverimento dell'Europa. Sullo sfondo di individualità impossibilitate a esprimersi pienamente. C'era poco da fremere per brividi di allegria.

28.11.11

VITA, 96: Indifferenza


Persone che erano simpatiche o fonte di affetti anche negativi e un bel giorno non hanno più importanza.

26.11.11

VITA, 95: Vortici


C’è una tendenza a dimenticare il proprio percorso nel vortice degli avvenimenti, invece di avere una bussola tra ciò che accade in modo turbinoso.

24.11.11

VITA, 94: Resti


Toccato il fondo, sopravvive il minimo.

22.11.11

VITA, 93: Straripature


Le esondazioni emotive provocano ridicolo, imbarazzo, pena.

20.11.11

VITA, 92: Cambiamenti di prospettive


Quanto è sembrato essenziale il tempo, nelle corse giovanili, con quei chilometri da bruciare. Potesse invece azzerarsi, continuare sempre uguale, come la linea giallognola costante e orizzontale sullo schermo verdastro delle macchine dei malati che si vedono nelle serie ospedaliere in tv.

18.11.11

VITA, 91: Senior citizenship


L’età dovrebbe fornire una possibilità ulteriore, dato che quanto doveva essere vissuto in eccesso è trascorso e gli atteggiamenti futuri sono necessariamente di distanza dalle passioni e dalle esondazioni emotive, pena per lo meno il ridicolo se non l’infelicità.

16.11.11

VITA, 90: Crisalide


Le antiche spoglie periscano.

14.11.11

VITA, 90: Senso


Rendere significativo ogni istante.

12.11.11

VITA, 89: Indolenza con noia


L’accidia affiora quando si riprende la parola dopo giorni di silenzio.

10.11.11

MODERNITÀ, 49


Non avrebbe senso sostenere, come si fa da varie parti, che il progresso non abbia aiutato gli esseri umani e che sia oggi un'illusione. Errata l'idea che il progresso possa portare a una società in cui certi gruppi sociali prevalgono sugli altri, va ritenuta positiva la concezione secondo la quale, nonostante sia avvenuto in àmbiti di sfruttamento e di appropriazione indebita, il progresso ha portato benefici agli individui e alle società in termini di miglioramento delle condizioni di vita, della salute, delle tecnologie disponibili. Vero il discorso sul limite dello sviluppo, su quanto il progresso porta con sé di negativo e che sta agli esseri umani correggere. Va elaborato un modello credibile di futuro, che tenga conto di questi limiti (soprattutto il dissesto ecologico del pianeta, la fame, le malattie, le disuguaglianze).

8.11.11

MODERNITÀ, 48


Abolire l'ideologia? Per quale ragione se non per i pretesti ideologici oggi addotti? Servirsi di un'ideologia progressiva.

6.11.11

MODERNITÀ, 47


La vera casa comune è il mondo.

4.11.11

MODERNITÀ, 46


Se cerchi "trigonometria sferica" su "Google immagini", compaiono calotte sezionate con sottocalotte e assi che somigliano all'asse terrestre inclinato che forse dissesterà il pianeta e per associazione portano ad altri effetti negativi, in particolare al mutamento climatico, dovuto all'irresponsabilità umana, alla speculazione selvaggia, alla prevalenza degli interessi privati su quelli pubblici, che hanno costruito senza tener conto del futuro della natura, da qui le alluvioni, i maremoti, le onde anomale, la corsa verso l'entropia che in certi momenti sembra prossima e tangibile.

2.11.11

VITA, 88: Manicheismo


Se cerchi "il bene e il male" su Wikipedia, ti dicono che si tratta di una serie televisiva italiana. Sic.

30.10.11

FRAMMENTI, 61: Puntinatura


Un punto dell'orizzonte...

No, a cosa serviva guardare l'orizzonte, la linea che sfiorava il mare, il minimo della boa intuibile in un punto lontano.

Quelle erano visioni del passato. Di un osservatorio terra-mare su un improbabile Monte Marcello trasfigurato dalla prima poesia composta.

Non era l'orizzonte che guardava e non era più quel linguaggio di imitazione montaliana.

Guardava peró ancora verso il mare, anche fino all'orizzonte, con sguardo demitizzato quanto pur sempre visionario.

Ensayos minimos de Acacio Delantero (7)


Nada que decir. Pues decir nada.

26.10.11

MITETTI, 4: Neoversioni


La neoversione occidentale di Cappuccetto rosso, per esempio, in chiave cinematografica erotico vampiresca, che non rivaluta modernamente la fiaba, anzi la stravolge e la banalizza.

La neoversione della Regina delle nevi di Andersen in uno sceneggiato a puntate sud-coreano che, oltre il titolo, riprende il carattere della maga del modello, trasferendolo parzialmente su un personaggio; ma cambia poi le carte in tavola, dato che quella che, nella versione tv, sembrava non piu' una strega, bensi' una bisbetica, e' stata in grado di modificarsi innamorandosi e muore con pathos di una drammatica malattia ancor giovane. Infine, il fidanzato fa un viaggio in Lapponia dopo il decesso di lei perchè la Regina delle nevi, fin da bambini, era stata per quei due il mito (mitetto) di riferimento. Non male, a dire il vero, quanto a intertestualità.

24.10.11

UMANITÀ 49: Banalità


Commuove anche il trito e spinge alle lacrime se al fondo c'è un'emozione autentica.